Il Documento di valutazione sull’uso di attrezzature munite di videoterminale nell’Azienda provinciale per i servizi sanitari di Trento

Quel che segue è un'esposizione di principi e di metodologie, che necessariamente devono variare da Azienda ad Azienda, in funzione della complessità dell'organizzazione, delle peculiarità del personale che vi opera, delle costrittività ambientali, della formazione, ecc., per l'elaborazione di un Documento organico di valutazione del rischio da videoterminale.
 

PREMESSA

Nell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento (APSS) sono impiegati circa 7.400 dipendenti. Nelle strutture presso cui viene svolta l’attività sono attualmente dislocati circa 3.500 personal computer e/o terminali di apparecchiature (dato variabile ma in tendenziale aumento). Questi sono usati abitualmente nelle ordinarie attività d’ufficio e/o di supporto diretto o indiretto all’attività di diagnosi e cura rivolta ai pazienti.

Il Nucleo Operativo di Prevenzione e Protezione (NOPP), che svolge le funzioni di Servizio di Prevenzione e Protezione (secondo il D.Lgs. 626/94) dell’APSS per l’argomento in oggetto, ha una funzione primaria nel supportare i Datori di lavoro nella valutazione dei rischi negli ambienti di lavoro ed è, infatti, individuato nella “linea di supporto” ai Datori di lavoro per quanto previsto dalla organizzazione aziendale per la tutela della sicurezza dei dipendenti.

 

Processo di valutazione del rischio

Il processo di valutazione dei rischi da esposizione a VDT è stato sviluppato in due momenti, uno generale attraverso l'individuazione, reparto per reparto, delle attività che prevedono l’utilizzo di videoterminale, le misure di prevenzione e protezione adottate, gli eventuali ulteriori margini di miglioramento, la categoria di lavoratori che svolge l’attività; l'altro, particolare, attraverso la “procedura aziendale di segnalazione di rischio” attraverso una valutazione specifica di casi singoli segnalati dai datori di lavoro.

 

METODOLOGIA ADOTTATA

Lo schema logico seguito per la valutazione del rischio connesso all’uso di attrezzature munite di videoterminali prevede ed individua due passi separati e sequenziali:

  • Valutazione preliminare del rischio (si distingue tra le diverse modalità di interazione tra videoterminale ed operatore potenzialmente esposto, sulla base della tipologia di lavoratore, dell’attività svolta e dell’orario di lavoro)
  • Valutazione dettagliata del rischio (tramite questionario/database di valutazione)

 

Gli indici di esposizione a VDT

Il D. Lgs. 626/94, come successivamente integrato, definisce “lavoratore a videoterminale” quello che utilizza un'attrezzatura munita di videoterminale in modo sistematico o abituale, per venti ore settimanali, dedotte le interruzioni di cui all’art. 54 dello stesso decreto.

L’art. 54 dice che qualora il lavoratore svolga la sua attività per almeno 4 ore consecutive, ha diritto ad una interruzione della sua attività mediante pause ovvero cambiamento di attività, con modalità stabilite dalla contrattazione collettiva nazionale o in alternativa ha il diritto ad una pausa di 15 minuti ogni 120 minuti di applicazione continua al videoterminale.

Da ciò ricaviamo che gli indici di valutazione dei lavoratori sono due: utilizzo del videoterminale in modo sistematico o abituale; applicazione al videoterminale per almeno venti ore settimanali.

 

La valutazione degli indici di rischio di esposizione a VDT

Nella valutazione preliminare si valuta il primo indice, cioè se il lavoratore utilizza, in relazione alla sua qualifica ed all’attività svolta, il videoterminale in modo sistematico o abituale. Questo si stabilisce attraverso l’analisi del "Fascicolo di U.O./Servizio" del DVR (documento predisposto, reparto per reparto, per analizzare attività/pericoli e rischi correlati), dal quale si può desumere se l’attività che richiede l’utilizzo del VDT sia di tipo routinario o saltuario/occasionale.

Tale valutazione viene seguita da una prevalutazione del secondo indice, l’utilizzo del VDT per almeno 20 ore settimanali, sulla base del tipo di attività svolta in considerazione della pregressa sperimentazione del software dell’IRST-ITC che negli anni scorsi aveva permesso di individuare alcune categorie di lavoratori che presumibilmente superavano tale limite (addetti di segreteria, disegnatori autocad, endoscopisti,…). Altre considerazioni vengono fatte per i lavoratori non a tempo pieno. Ad esempio un lavoratore part-time, con un orario inferiore alle 22 ore settimanali (circa il 60%), praticamente non può essere considerato un lavoratore a videoterminale.

 

Sperimentazioni pregresse

Già nel 2002 in APSS si è iniziata una sperimentazione del software messo a punto dall’IRST-ITC per il monitoraggio del tempo di utilizzo delle postazioni munite di videoterminale.

Il NOPP ha portato a termine la sperimentazione del software su un gruppo di lavoratori volontari.

Tale sperimentazione ha permesso di tarare meglio il software e di evidenziare alcuni sui limiti, come l’impossibilità di incrociare i dati per utenti che lavorano su più postazioni e la difficoltà di gestire i dati di output, essendo questi accessibili solo dal terminale stesso. Inoltre la sperimentazione ha evidenziato la facilità con cui si verifica la perdita dei dati, sia per problemi hardware, sia per problemi software dovuti principalmente a conflitti che si generano tra i nuovi programmi installati ed il software stesso.

Dopo l’apporto delle modifiche migliorative derivanti dalla sperimentazione effettuata dal NOPP, tale software è stato sperimentato dal Servizio Opere Igienico Sanitarie della Provincia Autonoma di Trento, che lo ha utilizzato per un anno al fine di capire i carichi di lavoro del personale di servizio. Tale sperimentazione su base volontaria dei lavoratori ha dato buoni risultati evidenziando le situazioni di cui si sospettava la catalogazione nella lista dei videoterminalisti.


Database di sopralluogo e valutazione

In prima battuta è stato predisposto un questionario cartaceo per la valutazione dei tempi giornalieri sia di lavoro al videoterminale sia di lavoro per attività diverse. Tale questionario è stato sviluppato partendo da linee guida di valutazione dei luoghi di lavoro adibiti all’utilizzo di apparecchiature dotate di videoterminale ed integrato con altre valutazioni ed esperienze che si sono fatte in altre realtà. Il questionario è nato per essere compilato dal lavoratore con l’ausilio di un tecnico esperto della problematiche legate ai videoterminali, che quindi possa aiutare il lavoratore stesso ad analizzare la propria postazione ed in grado di indicare eventuali piccole migliorie direttamente attuabili dal lavoratore stesso.

Il primo step di verifica della bontà del questionario elaborato è stato eseguito somministrando il questionario agli addetti della segreteria all’interno del NOPP che la prevalutazione aveva individuato come possibili soggetti esposti a VDT.

Tale valutazione iniziale ha confermato che risulta lavoratore al videoterminale ai sensi dell’art. 51 del D. Lgs. 626/94 solamente chi effettivamente all’interno della segreteria ha compiti di programmazione ed implementazione di database (l’autore di questo articolo), escludendo da tale classificazione chi svolge attività di segreteria tradizionale: protocollo, posta, smistamento telefonico, ecc. Questo primo passaggio ha evidenziato alcuni problemi di comprensione ed interpretazione delle domande, che sono state quindi corrette.

Il secondo step di valutazione della bontà del questionario è stato compiuto somministrando il questionario ad un gruppo di lavoratori dell’APSS facenti parte di diversi servizi e con qualifiche eterogenee, i cui nominativi erano stati segnalati dai rispettivi datori di lavoro (valutazione preliminare), per essere inseriti tra i lavoratori esposti a VDT.

Anche questo passaggio ha permesso di migliorare ulteriormente la comprensione e la facilità di compilazione del questionario, fornendo dati coerenti sui soggetti effettivamente definiti utilizzatori di apparecchiature munite di videoterminale.

Il terzo passo è stato quello di sottoporre il questionario ad un gruppo abbastanza omogeneo di lavoratori facenti parte del Servizio Opere Igienico Sanitarie della Provincia Autonoma di Trento.

Come già detto, tale Servizio ha al suo attivo una sperimentazione già conclusa di individuazione dei videoterminalisti tramite specifico software, che ha permesso il conteggio del tempo effettivo di utilizzo attivo e passivo del videoterminale, raccogliendo i dati per circa un anno. Alla fine di questo periodo di registrazione dei dati, gli stessi sono stati scaricati dai pc interessati e valutati per verificare chi risultava, secondo tale strumento di misura, lavoratore a videoterminale ai sensi dell’art. 51 del D.Lgs. 626/94. Per individuare i lavoratori esposti a VDT sono stati assunti come parametri il supero di 18 ore settimanali di utilizzo attivo del VDT per almeno 20 settimane all’anno.

La scelta delle 18 ore settimanali (invece di 20) è stata giustificata con il fatto che il software non conteggia come attivo il tempo di lettura al monitor senza utilizzo di alcuna periferica in ingresso (mouse o tastiera), che per altro risulta ridottissimo e valutabile per eccesso in circa venticinque minuti giornalieri e quindi circa due ore settimanali.

Le venti settimane all’anno invece sono esattamente la metà delle settimane lavorative.

Di seguito si presentano i risultati ottenuti comparando le due metodologie di valutazione dell’esposizione a videoterminali.



Utenti analizzati

Tempo di esposizione questionario

Videoterminalista per il questionario

Videoterminalista per il software

Utente 1

17h 02’

NO

SI

Utente 2

24h 02’

SI

SI

Utente 3

26h 10’

SI

SI

Utente 4

23h 01’

SI

SI

Utente 5

24h 09’

SI

SI

Utente 6

24h 58’

SI

SI

Utente 7

33h 00’

SI

SI


L’utente 1 risulta videoterminalista per il software, ma non per il questionario, in quanto il limite considerato sono le 18 ore settimanali e tale utente raggiunge a malapena tale monte ore solo per il numero minimo necessario di settimane.

Invece l’utente 7 risulta ampiamente sopravvalutato dal questionario in quanto non lo ha compilato seriamente (utente poco collaborante).

Per tutti gli altri casi si vede come i due sistemi di rilevazione del tempo di utilizzo del videoterminale diano risultati concordi.

Anche tale passaggio di confronto tra risultati del software e del questionario ha confermato la validità del metodo di valutazione, facendo notare come il questionario evidenzi tutte le situazioni di effettiva esposizione, anche se con maggiori margini di tolleranza.

L’ultimo passaggio è consistito nel tramutare la scheda di valutazione in un database costruito con l’utilizzo di Microsoft Access. L’utilizzo di un database permette di ridurre gli errori di compilazione, aumentare la velocità e gradevolezza del sopralluogo, fornire valutazioni e interventi di miglioramento delle condizioni lavorative in tempi brevissimi e attraverso risposte in automatico oggettive non soggette alla variabilità del giudizio dei valutatori, ma allo stesso tempo verificabili dagli stessi.

Tale database permette inoltre una facile gestione di tutti i dati ed il loro aggiornamento, creando in automatico i report finali.

Il database automaticamente calcola i tempi medi di utilizzo delle apparecchiature munite di videoterminale mediante un semplicissimo algoritmo. Tale base di calcolo non fa altro che trovare il tempo medio per ogni attività; l’algoritmo elaborato opera una semplice proporzione per trovare il tempo medio per ogni attività fra il tempo massimo o minimo inserito, la somma dei tempi massimi o minimi inseriti e l’orario giornaliero. Prevede inoltre una interpolazione tra il minimo ed il massimo per trovare il tempo medio per ogni attività.


Scheda di sopralluogo

La stampa della scheda di sopralluogo non è altro che il questionario sviluppato in origine, i cui campi vengono automaticamente riempiti dal programma dopo che l’operatore ha inserito i dati nel database stesso. In tale scheda compare una prima parte anagrafica del lavoratore, una parte in cui si valutano i tempi di lavoro sia al terminale che in altre attività e di seguito una serie di valutazione su diversi fattori (di arredo e ambientali) che condizionano l’attività al VDT.

Tale scheda viene compilata assieme al lavoratore, il quale dopo averla verificata e corretto eventuali inesattezze, la firma assieme al tecnico del NOPP che esegue il sopralluogo.

 

Scheda di verifica

Access produce in automatico, per ogni lavoratore sottoposto a valutazione dettagliata, una scheda di verifica delle condizioni lavorative connesse all’utilizzo di apparecchiature munite di videoterminale.

La scheda di verifica, contrariamente alla scheda di sopralluogo, non viene fornita al lavoratore, ma serve ai tecnici per definire se il lavoratore supera mediamente le 20 ore settimanali di utilizzo del videoterminale, evidenziando le problematiche riscontrate, e le azioni utili a porvi rimedio, oltre alle competenze di chi deve mettere in atto tali azioni correttive.

Questo risulta essere un documento di facile lettura e maneggevole, con poche informazioni ben chiare e costituisce il cuore del DVR redatto dal NOPP per il datore di lavoro.

Le schede riportano i dati significativi di ogni lavoratore segnalato, come il numero di matricola, i dati anagrafici, l’ultimo corso di formazione frequentato, l’ultima visita sanitaria a cui si è sottoposto, se presenta patologie oculari e l’utilizzo o meno degli occhiali.

A seguire sono riportati i tempi medi di utilizzo del videoterminale e delle altre attività, oltre ai software utilizzati e alla relativa complessità o difficoltà nell’utilizzo.

Nella seconda parte della scheda compare la tabella delle criticità individuate, seguita dalle note dell’operatore e del tecnico, oltre che le misure di miglioramento.

La scheda sintetizza, nell’ultimo paragrafo delle concluisioni, la condizione del lavoratore, l’eventuale supero delle 20 ore settimanali ed il suo livello di esposizione (moderato o non moderato).

 

Alcune note tecniche sul programma Access

Il cuore del programma è un database di back-end posizionato in rete, le cui tabelle sono linkate in un front-end per l’inserimento e la stampa dei report. Il programma, pur essendo la base dati condivisa, viene utilizzato da un solo operatore per volta, perché si distingue la fase di inserimento dati da quella di consultazione e stampa dei report e sovente chi stampa i report conclusivi non è chi inserisce i dati.

In fase di prima applicazione si è notata comunque una lentezza esasperante nell’accesso ai dati delle tabelle linkate (probabilmente per errori di programmazione), pertanto si è optato temporaneamente per una soluzione che prevede l’inserimento dei dati in tabelle locali e il riversamento successivo nelle tabelle remote.

Sono state create tabelle diverse in relazione alla tipologia dei dati da inserire (anagrafica, locale di lavoro – stanza, postazione di lavoro, ecc.), ma i dati vengono inseriti nel DB soltanto alla convalida da parte dell’utente. Ciò significa che le maschere sono disconnesse e che l’inserimento dei dati avviene tramite ADO all’uscita da parte dell’operatore.

Le maschere risultano dedicate ad un argomento specifico e risultano organizzate in una form principale tramite un controllo a schede. Vengono gestiti quindi via codice gli eventi di caricamento form, inserimento dati, passaggio tra una scheda e l’altra, uscita, ecc.

In molte maschere si utilizzano checkboxes; i dati corrispondenti vengono memorizzati nel database tramite la scrittura di una stringa composta di 0 e 1 a seconda del valore delle caselle di controllo (non selezionata/selezionata).

L’anagrafica è risultata la parte più complicata perché occorreva gestire i doppioni, gli inserimenti inesistenti, l’eliminazione di dati esistenti. Si prevede nella versione futura l’implementazione dello storico che tenga conto dei dati senza eliminarli, ma gestendo soltanto gli inserimenti ‘attivi’ o aggiornati. Ogni inserimento avrà pertanto la possibilità di più entries, individuate dall’attribuzione di un ‘profilo utente’ diverso. Sarà cura di Access gestire la reportistica "dinamica" cioè creata al verificarsi di certe condizioni.

La migliore gestione del cartaceo sarà un prossimo obiettivo. I dati vengano raccolti in schede di sopralluogo prestampate, contenenti uno schema misto check list - user entry level (caselle da barrare o campi da compilare). La mia intenzione è quella di costruire una procedura che, letto a scanner il documento, interpreti perlomeno la compilazione delle check riempite dall'operatore. Questo metodo (optical mark recognition) accelererebbe notevolmente la fase di immissione dei dati e ridurrebbe notevolmente il rischio di errori di battitura

Access, nella costruzione del report delle schede di verifica finale, costruisce la tabella riassuntiva delle “frasi di criticità” ricavandole da una tabella apposita; un semplice algoritmo costruisce dinamicamente in fase di creazione del report le caselle di testo da riempire con la frase corrispondente alla criticità segnalata.

 

CONCLUSIONI

Il documento elaborato dal NOPP costituisce aggiornamento della valutazione del rischio, come richiesto dalla normativa, e si basa sulla verifica e l’aggiornamento delle precedenti valutazioni, non ultime quelle effettuate, mediante l’uso di un software di calcolo messo a punto dall’IRST-ITC di Trento (con la collaborazione dell’APSS), dei tempi di esposizione a VDT. Tale verifica ha permesso, su un campione limitato di lavoratori, la valutazione dettagliata che mirava ad individuare le persone effettivamente impegnate per più di venti ore settimanali al videoterminale, tra quelle delle categorie individuate con la valutazione di primo livello, per le quali i datori di lavoro sospettano il superamento del sopraccitato limite.

Durante i sopralluoghi ad personam si è potuto così procedere ad una valutazione dettagliata dell’attività attraverso l’utilizzo di questionari/database per raccogliere ed organizzare le informazioni fornite direttamente dal lavoratore e attraverso la visione diretta della postazione di lavoro. I dati così raccolti ed elaborati, tramite il progetto Access elaborato dal sottoscritto, hanno consentito di individuare i successivi adempimenti nei confronti dei lavoratori, ad esempio l’inserimento nella lista di dipendenti soggetti a sorveglianza sanitaria, la loro informazione e formazione e l’individuazione delle proposte di miglioramento dell’ergonomia della postazione di lavoro.

Sono certo di aver fornito all'Azienda un contributo importante per l'analisi e la valutazione del rischio da videoterminale, essendo l'argomento prescritto tra quelli di cui tener conto in sede di tutela della salute del lavoratore sul luogo di lavoro.

Un contributo che, seppur modesto con i miei limitati mezzi e capacità, intendo proseguire tendendo sempre al miglioramento

posted @ venerdì 2 novembre 2007 20:45

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# re: Il Documento di valutazione sull’uso di attrezzature munite di videoterminale nell’Azienda provinciale per i servizi sanitari di Trento

Left by Marco Chillemi at 14/11/2007 22:13
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Ciao Francesco,
Leggo solo ora il Tuo articolo e ne sono rimasto "affascinato".
hai fatto, a mio avviso, da profano, un ottimo lavoro!
Il Video terminalista non sempre viene considerato per il lavoro che fa e per le conseguenze fisiche dovute al suo lavoro ... oltre al tempo subbentrano anche altre condizioni non trascurabili ... la tipologia del monitor, ad esempio: ancora oggi colleghi lavorano con crt 15 pollici che sfarfallano ogni volta che qualcuno passa con il cellulare .... Le sedie! la posizione rispetto alla luce! le scrivanie riflettenti! cose che sicuramente Tu sai meglio di me :-) .... Tutte condizioni che aggravano la situazione, per la vista, anche chi sta meno di 20 ore alla settimana ... potrebbe essere una criticità da inserire comunque nei questionari ? (se non gia fatto).

Comunque ho notato che, rispetto ad altri, Tu (come prova il sottoscritto) usi un carattere "Leggibile" :oD

A perte gli scerzi ancora complimenti!

# re: Il Documento di valutazione sull’uso di attrezzature munite di videoterminale nell’Azienda provinciale per i servizi sanitari di Trento

Left by Francesco at 15/11/2007 18:45
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Grazie Marco...
Hai centrato parecchie delle problematiche coinvolte. Tieni conto che comujnque non *sembra* che ci siano reali pericoli di perdita o aggravamento della vista (si parla soltanto di astenia e astenopia, cioè affaticamento). Nei nostri questionari (rectius, check list) questi aspetti sono già presi in considerazione e valutati (si consiglia di cambiare monitor, tastiere, piani di lavoro, ecc. ove non adeguati).

Il font che uso è un semplice Tahoma, bello grande perchè sono "cecato" (e non dal mio monitor) :o)

# re: Il Documento di valutazione sull’uso di attrezzature munite di videoterminale nell’Azienda provinciale per i servizi sanitari di Trento

Left by Marco Chillemi at 15/11/2007 20:54
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Per quanto riguarda la vista abbiamo qualcosa in comune :o)

una domanda ancora ... questo lavoro che state facendo è limitato a Trento o è stato preso d'esempio anche da altre amministrazioni?

Vorrei tentare di girare questo post alla mia amministrazione con la speranza che siano sensibili al tema ... che dici?

# re: Il Documento di valutazione sull’uso di attrezzature munite di videoterminale nell’Azienda provinciale per i servizi sanitari di Trento

Left by Francesco at 15/11/2007 22:52
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Che io sappia questo lavoro di valutazione e verifica è stato condotto "soltanto" per la nostra Azienda sanitaria, che copre l'intero territorio provinciale ed impiega quasi ottomila dipendenti (tra dirigenti e personale di comparto). Naturalmente il riassunto che ho fatto io nell'articoletto è estremamente sintetico. Si tratta di un estratto anche per non diffondere dati sensibili. Si potrebbe parlarne per giorni :o) E comunque il mio intento era di vantarmi del piccolo programmucolo in Access che ho sviluppato per l'aspetto gestionale :-D
Comunque uno scambio è sempre possibile, però a questo punto direi a livello dirigenziale (il mio Responsabile ha condiviso con altri RSPP i diversi modelli che ha innovativamente costruito per la valutazione dei rischi ex 626). Materiale ce n'è in abbondanza, si tratta soltanto di adattarlo alle proprie esigenze anche organizzative.

# re: Il Documento di valutazione sull’uso di attrezzature munite di videoterminale nell’Azienda provinciale per i servizi sanitari di Trento

Left by emanuele at 12/04/2008 02:08
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buona sera la poca serietà di alcuni colleghi mi obbliga a definire con certezza i tempi di utilizzo al VDT. Sono un RSPP. Come posso scaricare il software? E' gratuito? Potresti inviarmi la risposta anche su eerrico@gmail.com? Grazie

# re: Il Documento di valutazione sull’uso di attrezzature munite di videoterminale nell’Azienda provinciale per i servizi sanitari di Trento

Left by maria ielati at 28/09/2009 19:52
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lavoro eccellente

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