27/06/05
Si arriva a Siracusa e Sebastiano Floridia (cui mi riferisco in seguito con 'Seb') ci accoglie a casa sua (me e Sem) con un pranzo 'casalingo' di una decina di portate preparate in modo egregio dalla moglie Patrizia (il fantastico figlio Luigi fa il capriccioso, intimidito, infastidito e geloso della nostra invasione).
In mattinata si fa un rapido giro per le vie strette (mi ricordano le callli veneziane) del centro storico, dove ho una camera in un albergo in cui hanno cercato di inserire le comodità moderne in un contesto di conservazione archeologica (la Soprintendenza alle Arti qui fa il suo dovere, anche eccessivamente, secondo Seb) con il risultato di una ambientazione originalissima, strepitosa.
Nel giro 'tocchiamo' la piazza del Duomo (è diventata piazza in modo 'casuale', non strategico), il Duomo (brutto e nel contempo affascinante per l'accostamento e la sovrapposizione di cinque stili diversi nell'arco di più interventi in diverse epoche), il Teatro Greco (l'unico "scavato" nella roccia e non costruito con apporti di pietre da cava), l'Orecchio di Dionisio (origine della mia frequentazone epistolare con Seb), l'Anfiteatro Romano, l'Ara di Ierone II (ex-cinema all'aperto), una vista imponente del Porto Grande (l'unico ad approdo naturale), la fonte Aretusa (e le piante di papiro reperibili nell'unico posto al mondo diverso dall'Egitto).
E' stata una scorsa veloce ma ne approfondirò qualche parte nei prossimi giorni, mentre Seb - che si è effuso nell'illustrarmi tutto anche dal punto di vista di un ingegnere qual egli è - lavora.
Alla sera, pizza in piazza e commiato da Sem e Saretto che nel frattempo ci ha raggiunto.
28/06/05
Oggi, mentre Seb lavora, passo la mattinata a zuzzurellare in piazza, tra giornale e occhiate-traforanti alle bellezze del luogo, e poi passo nell'ufficio di Seb, a 'smaltire la posta' arretrata.
Scorrendo la montagna di mails, scopro che in mia assenza sono succcesse alcune cose, intorno alla lista, ma Gianluca e gli altri han tenuto tutto sotto controllo.
Passo il tempo pigramente, gironzolando qua e là, cercando di captare, nei miei limiti, la gente del posto (come si comporta, come parla, come 'mi guarda'). Non dicono 'buongiorno' per attaccar bottone, ma li incuriosisco. Dal mio canto non ho abbastanza sicurezza delle possibili risposte e non li avvicino. Mi limito a stare nelle vicinanze e a scrivere per non dare a vedere che sto osservando.
In serata andiamo a Noto, una città ricostruita dopo il terremoto del 1693; la via centrale è letteralmente un nastro di monumenti, tutti barocchi. I colori sono fondamentalmente due, il giallo ocra e il verde. La chiesa di S.Domenico è stupenda, vale la pena di sprecare una foto-cartolina.
Mi mangio un paio di snack tipici: arancino al ragù e cartocciata. E poi mi delizio con una cassatina.
Si chiude la serata con un gelato a casa dei genitori di Seb, splendida villa con un prato da sogno: più che un tappeto erboso, un materasso per massaggiare i piedi.
Tutta la serata è stata vivacizzata dall'esuberanza del piccolo Luigi, contrappuntata dall'esasperazione di Patrizia, la quale afferma di aver a che fare con due bambini.
Tutto normale, insomma.
29/06/05
Oggi la giornata comincia con un caldo opprimente, tanto che rinuncio alla puntata al museo etnografico di Ragusa.
Mi salva una granita al mandarino.
Seb lavora tutto il giorno ed alla sera avrà la sua partita (come faranno a giocare, maturi professionisti, dopo una giornata come oggi, non riesco ad immaginarlo). Così la giornata diventa una giornata di riposo. Bighellono un po' e mi preparo per la partenza di domani.
Il Tour si sta avviando alla conclusione.
Puntata in stazione per prenotare il treno per Roma, saluti a Patrizia e Luigi. Sebastiano mi fa anche un omaggio, regalandomi con la dedica un libro sul programma che secondo lui ha fatto anche grazie a me (c'è anche la mia foto a deturpare l'help). Un'altra di quelle soddisfazioni da ricordare.