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LightSwitch v3, il client HTML, dove sta andando il prodotto

{Premessa}

Piccola premessa al post: vivere esperienze internazionali mi ha insegnato che se un prodotto, uno strumento, una tecnologia non vengono apprezzati o adottati in Italia non vuol dire che non siano validi e soprattutto non vuol dire che il prodotto stesso non abbia invece un gran successo all'estero. Parentesi chiusa

Breve Intro

Come forse sapete, con il rilascio di Visual Studio 2012 Update 2 sono stati rilasciati anche i bit finali del client HTML per LightSwitch, che consente di allargare gli orizzonti dello sviluppo rapido di applicazioni line-of-business anche al mondo mobile, consentendo di generare applicazioni basate su HTML5/JavaScript, anche senza conoscerli, che siano fruibili da dispositivi quali tablet, telefoni, sistemi Android, iOS, Windows Phone, Windows 8 etc. etc. etc.

Viene dato il risalto più ampio possibile al mondo Web, Cloud e mobile. Questo è il succo.

L'interfaccia grafica si basa sul Microsoft Design Style e permette una fruizione ottimale su dispositivi dotati di touch screen.

Si tratta di un importante passo, chiesto a gran voce dalla comunità di sviluppatori Worldwide, che ha dimostrato, ancora una volta, l'apertura di mente di Microsoft nei confronti di altre piattaforme (che non sempre fanno la stessa cosa, leggi: quelli della mela morsicata). Sicuramente un passo necessario per rimanere competitivi, ma comunque non scontato.

In breve: cosa ci permette di fare

Con questo update, Visual Studio LightSwitch giunge alla sua terza versione. Dedicherò articoli e post tecnici specifici sulla creazione di applicazioni mobili con il client HTML5, nel frattempo potete guardare qualche video su LightSwitch Tips & Tricks, mentre in questo post voglio fare qualche considerazione sulla direzione che sta prendendo il prodotto, potendo godere di un punto di osservazione privilegiato dovuto ai rapporti quasi quotidiani col Team di LightSwitch a Redmond.

In breve, il client HTML5 ci permette da una parte di sfruttare l'approccio che già conosciamo (dati + screen = applicazione Web portabile), dall'altra ci permette di fruire dell'applicazione attraverso un qualsiasi browser Web che supporti HTML5, come nelle seguenti figure che dimostrano un'app all'interno di un iPad emulato e di tre device Windows (miei ):

Tutto molto bello, infatti molti sviluppatori che lavorano su piattaforme mobili diverse si stanno avvicinando a LightSwitch grazie al client HTML. Ma c'è chi viene e c'è chi va, molti sviluppatori desktop si sono spaventati quindi facciamo un po' di chiarezza.

E le postazioni desktop? E la mia immarcescibile filosofia Windows Forms?

{Nota: per desktop intendiamo applicazioni sia in-browser che out-of-browser, di tipo data-entry/consultazione, utilizzate in azienda su pc da tavolo e laptop}

Ricordo un amico MVP americano il quale disse senza fronzoli al Team di LightSwitch: non dimenticate il mondo Windows Forms, riferendosi sarcasticamente a coloro che mai abbandoneranno la mentalità a cui Windows Forms ha abituato gli utenti, anche nel 2013, e che usano LightSwitch per applicazioni di data-entry e consultazione su postazioni desktop con sistemi Windows, sapendo ovviamente che le applicazioni LightSwitch per il desktop si basano su Silverlight 5 e ASP.NET.

Chiarimento importante: è pacifico che il mondo desktop esiste e continua ad essere supportato e lo sarà per lungo tempo. Nessuno però può ancora sapere cosa intenderà fare Microsoft in futuro. Di certo, ci sono cose che dal client HTML non si possono fare e che non avrebbe senso fare da un telefono. Ci sono requisiti che si devono implementare attraverso applicazioni desktop, non fosse altro per le maggiori risorse che possono utilizzare e le maggiori interazioni col sistema che possono avere.

Basti pensare alla gestione di ruoli e utenti, che il client HTML non consente di fare e che va fatta attraverso il consueto client Silverlight (a meno che non siate disposti a deleteri bagni di sangue e conosciate JavaScript e la sua interazione con ASP.NET come le vostre tasche).

Il target di sviluppatori

Un primo cambiamento si ha nel target degli sviluppatori che LightSwitch v3 vuole abbracciare. Le nuove possibilità, i nuovi strumenti, le piattaforme utilizzate, lasciano ben intendere che LightSwitch tende ad allungare il passo e non è più quello strumento per c.d. "power users" a cui pensavamo nella prima versione.

LightSwitch v3 è uno strumento sfacciatamente indirizzato a sviluppatori professionisti che, per loro fortuna o sfortuna, devono avere a che fare con Web e portabilità.

Un primo segnale si è avuto con la v2: LightSwitch non è più venduto come prodotto autonomo, ma è incluso solamente in Visual Studio 2012 Professional o superiore. So bene che ci sono developer che hanno investito nell'edizione stand-alone, ma non posso farci nulla

Gli sviluppatori Access che guardavano a LightSwitch con interesse probabilmente storceranno il naso, è anche però vero che l'esperienza insegna che pochissimi sono i power users che hanno avvicinato LightSwitch; bene o male sono sempre stati sviluppatori di professione ad iniziare ad usarlo per gli scopi più disparati e questa è la direzione.

Il target di utilizzo

Sempre più aziende dotano i propri dipendenti che svolgono i loro compiti in mobilità di dispositivi in grado di accedere alle applicazioni aziendali, dall'interno e dall'esterno. Basti pensare a rappresentanti, a magazzinieri.

La diffusione di tablet e smartphone (senza distinzione di piattaforma) nell'uso quotidiano lavorativo e di intrattenimento ha avuto la ovvia conseguenza di desiderare un client LightSwitch portabile. Ma portabile non vuol dire solo Web per come lo abbiamo sempre inteso. Portabile vuol dire anche Cloud. E Microsoft è da sempre in prima linea, parlando di Cloud. E allora parliamone.

Windows Azure, Office 365, SharePoint Online

Windows Azure e Office 365 sono le piattaforme Cloud più conosciute. Windows Azure è la "madre" ed è di tipo Platform-as-a-service, mentre Office 365 è di tipo Software-as-a-service e si basa proprio su Windows Azure.

Come in ogni tradizione che si rispetti, quando ti danno una piattaforma applicativa devono anche darti gli strumenti per fare le applicazioni. Ed ecco il client HTML di LightSwitch.

Visual Studio dà a LightSwitch la possibilità di pubblicare le applicazioni HTML5 sempre in pochissimi e facili passaggi. Il plus è che LightSwitch v3 si integra alla perfezione con SharePoint, sia "classico" che quello online su Office 365.

La Cloud diventa quindi compagna di LightSwitch, mettendo a disposizione Windows Azure come hosting rapido di applicazioni LOB per immediata produttività e Office 365/SharePoint 2013 online per l'hosting di applicazioni LOB aziendali, che sono così in grado di sfruttare gli strumenti offerti da SharePoint stesso.

Certamente ciò che era prima rimane invariato, quindi pubblicazione su server IIS, ma molti passi avanti sono stati fatti per la Cloud. Non è un caso, infatti, che se pubblichiamo un'applicazione LightSwitch sul nostro account di Azure, il database intrinseco viene anche automaticamente pubblicato su SQL Azure, cosa non prevista nelle precedenti versioni. Ancora, se la nostra applicazione viene pubblicata su SharePoint/Office 365, il database verrà ospitato su di un SQL Azure che fa parte dello spazio a disposizione del nostro account Office 365. Noi non lo vedremo, non lo maneggeremo, ma è così che funziona. E funziona molto bene!

La portabilità con OData

Non dimentichiamo, comunque, che LightSwitch v2 ha introdotto il supporto al protocollo OData. Questo vi permette di esporre dati ad altri client in grado di leggere XML e di consumare dati di altri nello stesso formato. Che, tradotto, vuol dire che se anche non ho portabilità di interfaccia grafica ho portabilità dei dati. Cosa particolarmente importante per chi non mangia grazie al mondo Web/Mobile/Cloud ma vive di desktop.

In conclusione

Il futuro è sempre più mobile, o almeno così si prevede. E la Cloud è entrata ormai nella nostra vita quotidiana, anche se non vogliamo farcene una ragione; non pensate solo a Windows Azure o a Office 365, ma pensate ai vostri contatti sincronizzati, calendari sincronizzati, SkyDrive, iCloud, ecc. ecc.

LightSwitch spinge in questa direzione. Null'altro si sa, ma ciò che si sa è questo. Se lo usate già o se intendete utilizzarlo per applicazioni interne di tipo desktop, comunque, (continuare a) farlo è sicuramente una scelta conveniente, indipendentemente dalle sorti di Silverlight.

Come promesso, seguiranno post, articoli, video che spiegano come creare in pratica applicazioni basate sul client HTML5 in LightSwitch.

Alessandro

Print | posted on lunedì 6 maggio 2013 19:46 | Filed Under [ Silverlight e Windows Phone Visual Studio LightSwitch Windows Azure and SQL Azure Visual Studio 2012 ]

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